Nel contesto della quinta missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), si fa riferimento alla creazione di un Sistema Nazionale di Certificazione per la parità di genere, il quale supporta e incoraggia le imprese nell’adozione di politiche adeguate a ridurre le disparità di genere in aspetti che influenzano la qualità del lavoro.

 

I NUMERI

Fissato a quota mille il numero delle PMI che entro il 2026 avrebbero dovuto essere certificate secondo la UNI/Pdr125:2022, superando i test riguardanti l’abbattimento di ogni forma di gender gap sui luoghi di lavoro. Sorprendentemente, ad oggi, il numero delle aziende italiane che ha richiesto e ottenuto la certificazione ha già superato, con largo anticipo, il numero indicato, arrivando a quota 1480. Secondo una ricerca condotta da Gidp (Associazione direttori risorse umane), di cui ASACERT è partner, il 47% delle imprese intervistate afferma che le questioni legate alla parità di genere sono significative nella loro cultura di D&I (Diversità e Inclusione). Analogamente, il 39% delle aziende ha implementato azioni significative per ridurre la disparità di genere.

 

I CLUSTER

Al momento, sono chiamate a rapporto solo alcune aziende. Pur restando una certificazione su base volontaria, la suddivisione avviene sulla base di cluster, in funzione del numero di dipendenti. In base al cluster di appartenenza dell’organizzazione, è necessario considerare un diverso set di KPI da rispettare. Tali indicatori individuati per la verifica sono ben 34 -KPI Key Performance Indicators- suddivisi in 6 macro-aree principali: 1) cultura e strategia; 2) governance; 3) processi delle risorse umane; 4) opportunità di crescita e inclusione delle donne nell’azienda; 5) equità salariale tra i generi; 6) supporto alla genitorialità e bilanciamento tra vita professionale e privata. Affinché un’organizzazione possa ottenere la certificazione, è necessario che raggiunga almeno il 60% degli obiettivi stabiliti, che variano in base alle dimensioni dell’organizzazione stessa. Inoltre, sono richiesti requisiti standard dei sistemi di gestione e requisiti specifici propri della Pdr125, tra cui la definizione e l’attuazione di un Piano Strategico, il monitoraggio costante e la revisione per il miglioramento continuo, l’istituzione di un Comitato Guida, l’adozione di una politica per la parità di genere, l’implementazione di un sistema di Whistleblowing e la promozione del benessere aziendale.

 

I VANTAGGI

Ottenere la certificazione per una azienda significa, non solo un aumento della reputazione, ma anche un accesso facilitato ai finanziamenti previsti dal PNRR. A fronte di uno stanziamento di 9,81 miliardi per lo sviluppo di politiche d’inclusione sociale, la certificazione consente alle organizzazioni di accedere a sgravi fiscali e premialità nella partecipazione a bandi italiani ed europei e ad appositi incentivi di natura fiscale e in materia di appalti pubblici. La certificazione può essere rilasciata da parte di un Organismo accreditato, come ASACERT, a seguito di un audit di verifica dell’applicazione della prassi.

 

SGUARDO SOCIAL

La UNI/PdR 125:2022 intende portare un cambiamento sostenibile e durevole a favore dell’occupazione femminile nel nostro Paese, uno sguardo alla lettera S dell’acronimo ESG, che vede una rinnovata attenzione verso il sociale, a favore di un’innovazione dei modelli organizzativi e quindi un cambiamento di cultura.

ASACERT STIMA IL PATRIMONIO ARTISTICO AI FINI ASSICURATIVI.

Villa Asquer, è un’antica azienda agricola fortificata che rappresenta un unicum in tutta la Sardegna, nel comune di Assemini (CA). Era in stato di abbandono quando, nel 1979, venne acquisita da Francesco Morelli, fondatore dell’Istituto Europeo di Design (IED) che ne ha curato l’incessante valorizzazione negli ultimi quarant’anni.. Dal 2017, a seguito della scomparsa di Morelli, la società Diana 6 S.R.L. è divenuta proprietà della Fondazione Francesco Morelli, continuando per questa a curare gli interessi delle proprietà immobiliari nel rispetto dei valori fondativi rappresentati dalla coerenza dei principi, dalla continuità nel tempo e dall’eticità del fine. Sono presenti in tutto il parco, numerose opere che compongono un corpus eclettico, rispecchiando le diverse personalità del sito. Perfettamente ristrutturata in chiave moderna, la villa si compone di alcuni edifici disposti a corte, attualmente adibiti a locali di rappresentanza. Le opere sono dislocate sia all’interno che all’esterno dei fabbricati anche lungo i viali del giardino. Presso gli edifici si trovano prevalentemente opere di scultura raffiguranti la figura umana ed elementi architettonici quali colonne, basamenti, vasi, fontane, oltre ad alcuni grandi teleri provenienti da altro edificio storico. Nel parco si trovano molti ceppi decorati con raffigurazioni animali, realizzati dallo scultore Efisio Pisano di Villacidro. Inoltre, sono presenti sculture di ispirazione classica o mitologica accanto a fontane e altre strutture architettoniche.

 

IL SERVIZIO

ASACERT è stata chiamata alla stima del patrimonio artistico, ai fini assicurativi della Villa: vi sono opere in scala maggiore di importanti autori della tradizione scultorea dell’isola, altre di autori moderni e altre ancora che richiamano il periodo classico e le figure della mitologia antica. Nella rilevazione dei dati si è stabilito di evidenziare l’autore quando possibile e l’epoca solo qualora essa non fosse riferibile al Novecento. Quasi tutto il materiale risale al XX secolo e in buona parte è stato commissionato ad artisti e marmisti attivi nella seconda metà del secolo.

Grazie all’intervento di stima eseguito dai tecnici ASACERT, si è potuto elaborare uno schema dettagliato di ogni opera, comprensivo di misurazioni e dello stato conservativo delle stesse, che riportasse una corretta stima valoriale complessiva. Le quotazioni sono state influenzate da aspetti di interesse artistico, storico e culturale, tra cui anche le recensioni, del riscontro del pubblico, della pubblicazione e catalogazione dell’opera, dell’indice di interesse del Mercato Artistico, determinando il valore di mercato di ogni opera d’arte e del patrimonio nel suo complesso.

 

E DEGLI STILI DI VITA SOSTENIBILI

Diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio delle risorse. È questo lo scopo della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, che si celebra, oggi, 16 febbraio ed istituita con La Legge n. 34 del 27 aprile 2022.

I temi ambientali ed energetici sono ancora lontani da una vera ed incisiva svolta per la salvaguardia della vita sul pianeta. Tuttavia, grandi passi avanti sono stati fatti: la difesa dell’ambiente è entrata nella Costituzione della Repubblica, l’Unione Europea si è imposta -non senza polemiche- precisi obiettivi di riconversione energetica. Gli scienziati dell’IPCC (gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) hanno vinto il Nobel per la Pace e in generale l’attenzione agli ecosistemi e alle loro risorse è oggi più presente rispetto anche solo a 2 anni fa. La transizione ecologica poteva sembrare un progetto utopico, ma nel 2023 è comparsa per la prima volta anche nell’accordo finale della Conferenza delle Parti (COP28) delle Nazioni Unite.

Una delle conseguenze dell’utilizzo non avveduto e responsabile dell’energia sulla società, oltre che sul pianeta, è la povertà energetica. Un problema che colpisce milioni di persone in tutto il mondo e nel nostro Paese coinvolge 4 milioni di famiglie italiane, oltre 9 milioni di persone. Secondo l’EU, quest’anno il consumo globale di energia dovrebbe aumentare dell’1,8%. L’Italia è uno dei Paesi con la maggiore dipendenza energetica dall’estero. Per aumentare l’autonomia energetica del Paese, si sta cercando di sostituire i consumi da fonti fossili con le rinnovabili, riducendo il fabbisogno complessivo di energia grazie a misure di efficienza energetica.

Nel 2024 è cambiato il mercato energetico italiano: con il Decreto CER sono previsti incentivi per 5,7 miliardi finanziati dal PNRR destinati ai territori, oltre ad un contributo a fondo perduto fino al 40% del costo sostenuto, per i Comuni sopra i 5mila abitanti. Il decreto stimola la nascita e lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo diffuso in Italia. Indirizzi politici e pratiche per la razionalizzazione degli sprechi anche attraverso un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, sono elementi centrali dell’approccio al tema, anche per aiutare le fasce più vulnerabili della società.

ASACERT fa del risparmio energetico una pratica quotidiana attraverso l’utilizzo di tecnologie e policy che mirano ad abbattere il quantitativo di energia impiegata quotidianamente. Offre un ventaglio di servizi rivolti al mercato che riguardano l’analisi e la certificazione del proprio impatto energetico, sviluppato nel corso delle attività di ogni organizzazione. Dagli audit energetici, all’attestato di Prestazione Energetica A.P.E., molti sono i servizi che evidenziano un approccio responsabile rispetto alla sostenibilità.

ASACERT lavora affinché “La giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili” sia tutti i giorni.

IL SECONDO EPISODIO DI APPALTI NEWS

È uscito il secondo episodio di Appalti News, il podcast di ASACERT dedicato al mondo degli appalti: “Appalti pubblici ed equo compenso: la strana coppia”.

Dopo la prima fortunata uscita: “La Brexit e gli appalti pubblici in Italia, la storia non è finita ”torna, dunque, il podcast a cura degli avvocati Marco Briccarello e Gabriele Molinari.

Nel corso del 2023 è intervenuta una riforma degli appalti pubblici, con l’approvazione di un nuovo codice dei contratti e, poco dopo, è intervenuta anche la riforma del cosiddetto equo compenso.

Entrambe le materie erano già state oggetto di revisioni nel corso del tempo. Il nuovo codice degli appalti è il terzo in diciassette anni, mentre la disciplina dell’equo compenso ha attraversato molte evoluzioni a far data dal 2006.

Oggi, tuttavia, la contemporanea riforma di questi ambiti pone inedite questioni di compatibilità delle relative discipline.

In particolare, si è posto il duplice problema:

Le questioni non sono banali, e pongono domande a cui è opportuno – nell’interesse degli operatori – provare a dare risposta.

ASCOLTA IL PODCAST

 

ASACERT, ente di ispezione, certificazione, valutazione e formazione, con numerosi accreditamenti in Italia e all’estero e una solida esperienza ventennale nel campo della sostenibilità, annuncia l’ingresso di Claudia Scarcella nel ruolo strategico di Head of Sustainability.

Con una laurea in Business Management presso l’Università della California San Diego e una vasta esperienza internazionale in settori diversificati, Claudia Scarcella, arricchisce il team di ASACERT con competenze preziose su un tema cruciale come la sostenibilità, avvalendosi anche di una profonda conoscenza del settore immobiliare.

Nei suoi trent’anni di esperienza nel campo del Real Estate, la manager si è distinta per la gestione operativa e strategica di grandi patrimoni immobiliari, dirigendo team internazionali e guidando numerosi progetti di riorganizzazione e ottimizzazione dei processi di acquisto, erogazione e gestione strategica dei servizi e dei patrimoni immobiliari nel mercato italiano ed europeo.

Prima di unirsi ad ASACERT, Claudia ha ricoperto ruoli di rilievo come Country Manager di RICS Italia – the Royal Institution of Chartered Surveyors – e di Deepki Italia, concentrandosi sugli impatti climatici del costruito, sui temi ESG (Environmental, Social, and Governance), sulla sostenibilità dei patrimoni immobiliari e sulla rigenerazione urbana. Claudia è una Chartered Surveyor RICS e membro di AREL – Associazione Real Estate Ladies.

Sono onorata ed entusiasta di assumere il ruolo di Head of Sustainability in ASACERT, un’organizzazione impegnata a promuovere pratiche sostenibili come forma mentis quotidiana, prima ancora che strumento di business. Condivido pienamente la visione di ASACERT. – Il commento della manager- Ho sviluppato nel corso della mia esperienza professionale una visione olistica di tutti i temi riguardanti l’ambiente costruito e naturale, ma sempre in relazione alla sostenibilità sociale. “Connecting the dots” è una frase che mi rappresenta molto: intendo collegare le persone, i talenti e le competenze per generare innovazione sociale  e progetti per un bene comune. È per questo che sono determinata ad apportare il mio miglior contributo in ASACERT, per guidare il gruppo verso un futuro sempre più sostenibile e responsabile, per un impatto positivo sul nostro pianeta e sulle comunità. ”

Claudia Scarcella guiderà l’implementazione di strategie innovative e trasversali per promuovere pratiche sostenibili nel settore delle costruzioni e in tutti gli ambiti interessati dalle attività dell’Ente.

Con Claudia Scarcella come nostro nuovo Head of Sustainability, ASACERT rafforza il suo impegno per un futuro più sostenibile. – Il commento di Fabrizio Capaccioli AD di ASACERT –  L’esperienza internazionale di Claudia porta con sé vaste competenze in settori diversificati, perfettamente in linea con il respiro worldwide di ASACERT. La sua conoscenza del settore immobiliare sarà un asset fondamentale per guidare le nostre strategie di sostenibilità. Ha dimostrato, nelle sue vite lavorative precedenti, capacità di leadership e gestionale, caratteristiche che saranno preziose anche per ASACERT. L’ingresso di Claudia, ne sono certo, darà un ulteriore impulso verso l’innovazione e la crescita, portandoci a nuovi livelli di eccellenza. Non da ultimo, – Conclude Capaccioli- si aggiunge un’altra professionista alla nutrita schiera di leader al femminile di ASACERT, consolidando la convinta politica del nostro gruppo nei confronti della parità di genere, fuori da ogni stereotipo.”

 

 

 

IL PUNTO DI VISTA MASCHILE SULLA PARITÀ DI GENERE

Si è tenuta nella sala della biblioteca di Palazzo Isimbardi,  la presentazione del libro di Ilaria Li Vigni: “Sulle donne. La parola agli uomini. Il punto di vista maschile sulla parità di genere”.

Il volume pone cinque interrogativi a personalità tra politici, giornalisti, giuristi, imprenditori. Tra questi, Fabrizio Capaccioli Amministratore delegato di Asacert e Presidente del Green Building Council Italia e il direttore Ferruccio De Bortoli che, insieme all’autrice, sono stati relatori dell’evento letterario di presentazione del volume di Ilaria Li Vigni, avvocata in Milano, esperta in politiche di genere, formatrice in corsi su diritto antidiscriminatorio e diversity. “Penso che aver raccolto il punto di vista maschile sulla parità di genere sia utile per un costruttivo confronto. – commenta l’autrice – Sono emersi spunti di analisi e riflessione che saranno importanti per uno sviluppo culturale. Dedico il mio lavoro a tutte le persone che lottano per l’affermazione dei diritti”.

Questi i cinque interrogativi posti alle personalità intervistate dall’autrice. “Temi che inchiodano tutti noi ad una responsabilità precisa, quella di agire, non bastano parole di circostanza o politically correct, solo formalmente, in molti casi. Le donne nel mondo rappresentano il 39% della forza lavoro, eppure detengono solo il 27% delle posizioni manageriali. – Il commento di Fabrizio Capaccioli – Patriarcato, post-patriarcato, ciò che conta davvero in questo processo di superamento di categorie di questo tipo, non è tanto la necessità per il mondo femminile di essere valorizzato come differente, quanto essere messo in grado di fare la differenza.”

Modifiche normative, differenze retributive ancora in essere, politiche a tutela del lavoro agile e della famiglia, per raggiungere la parità effettiva, in una società in continuo mutamento in tempi di post pandemia. Il testo è una profonda analisi sul rapporto di genere nelle professioni per un cambio culturale che risulta essere quanto mai necessario.

Con il contributo di Marco Bentivogli, Fabrizio Capaccioli, Stefano Cerri, Carlo Cottarelli, Giuseppe Cusumano, Piergiorgio Danelli, Ferruccio de Bortoli, Enrico Derflingher, Marco Giommoni, Massimo Linares, Francesco Magnani, Arturo Maniaci, Jacopo Pensa, Giuliano Pisapia, Marco Pontini, Francesco Portolano, Ferruccio Resta, Stefano Scaroni, Nino Sunseri, Enrico Vanin, Nicolò Zanon.

 

L’inclusione genera innovazione, creatività e aumento della produttività

La ISO 30415:2021 – Human Resource Management Diversity and Inclusion-  è una linea guida che risponde all’attenzione dell’opinione pubblica e delle organizzazioni ai temi della Diversità e dell’Inclusione (D&I). Queste due parole contengono un concetto imprescindibile per tutte le organizzazioni che operano oggi sui mercati: l’importanza di dare valore alle persone, pur nelle loro diversità e specificità, creando un ambiente di lavoro veramente inclusivo. Riconoscere e ottimizzare pratiche per la D&I può essere cruciale per tutte le organizzazioni che cercano di accrescere l’innovazione e migliorare la loro resilienza, sostenibilità e reputazione. Pubblicata a maggio 2021 da ISO (International Organization of Standardization), la norma ISO 30415:2021 ha stabilito linee guida per i processi tipici di gestione delle Risorse Umane, che possono essere orientati alla valorizzazione delle diversità: pianificazione della forza lavoro, remunerazione, assunzione, inserimento, apprendimento e sviluppo, adottando un approccio Bottom Up che favorisce iniziative D&I da parte di tutti i dipendenti. In questo contesto infatti, gli stakeholder, sia interni che esterni all’organizzazione rivestono un ruolo fondamentale nella promozione della diversità e inclusione.

La UNI ISO 30415 si propone, infatti, di favorire un cambiamento interno alle organizzazioni, guidandole sia nella definizione di obiettivi strategici maggiormente sostenibili sul piano sociale, sia nella costruzione di un rapporto diverso con i propri portatori di interesse.

Secondo il World Economic Forum, nelle imprese che sono riuscite a instaurare un clima di parità e inclusione, gli utili sono superiori alla media (tra il +25 e il +35%), vi è un più alto tasso di innovazione (+20%) e una migliore capacità di gestire i processi decisionali che si traduce in un +30% della capacità di individuare e ridurre i rischi aziendali. Inoltre, l’inclusione delle diversità comporta un aumento degli stimoli culturali e della cultura d’impresa in genere, aumentandone, anche in questo caso, la redditività.

La nuova UNI ISO 30415 può essere adattata alle esigenze di tutti i tipi di organizzazioni operanti in settori diversi, siano esse organizzazioni pubbliche, private, governative o non governative (ONG), indipendentemente dalle dimensioni, dal tipo, dall’attività, dal comparto industriale, dalla fase di crescita, dalle influenze esterne e dai requisiti specifici del paese. In alcuni bandi, la ISO 30415 è stata prevista come elemento premiante, in grado di fare la differenza verso i competitors che ne sono sprovvisti.

 

ISO 30415 E PdR 125

La ISO 30415 è una linea guida ed, in quanto tale, da luogo ad una attestazione, dopo adeguata verifica da parte di un ente terzo, come ASACERT, che potrà rilasciare un’apposita dichiarazione sul grado di maturità dell’Organizzazione in merito alle tematiche D&I. La ISO 30415 offre spunti di più ampio respiro sul tema della diversità ed inclusione, considerando aspetti come l’età, la provenienza, le differenti abilità; la UNI PDR 125 risponde più precisamente all’esigenza di mitigare le differenze e le disparità ed integrare nei processi organizzativi le politiche per la riduzione delle differenze basate sul genere, dando luogo ad una certificazione vera e propria. La prima, dunque, ha carattere di più ampia portata, la seconda più incentrata sulla parità di genere.

Solo a seguito del superamento di una verifica imparziale e indipendente, come quella che ASACERT offre, sarà possibile ottenere la certificazione, che costituisce l’evidenza per tutte le parti interessate dell’adeguata ed efficace implementazione di prassi e politiche di inclusione di una o più diversità nell’impresa. Il mantenimento della certificazione segue un processo costante, attraverso verifiche periodiche comprensivi anche di un monitoraggio dei comportamenti dell’impresa certificata sul mercato.

ASACERT per Do No Significant Harm

Il Regolamento UE 852/2020 “Tassonomia per la finanza sostenibile” individua gli obiettivi e i criteri per determinare come ogni attività economica contribuisca alla tutela dell’ecosistema. Tutte le misure inserite nel PNRR, che siano investimenti o riforme, devono essere conformi al principio DNSH (Do No Significant Harm) ed è compito del nostro Paese dimostrare il rispetto di tale principio.

ASACERT offre una formazione mirata sul tema, che ha come obiettivo l’approfondimento della corretta interpretazione e le modalità applicative del principio, utile alla presentazione dei progetti per usufruire dei fondi messi a disposizione dal PNRR.

Il Regolamento recante la Tassonomia UE delle attività eco-sostenibili, sarà uno degli argomenti oggetto del corso, che individua i sei obiettivi ambientali ed una serie di criteri per determinare come ogni attività economica, non solo abbia l’obbligo di non arrecare danno a nessuno degli obiettivi ambientali, ma che contribuisca alla tutela dell’ecosistema.

 

Il corso DNSH è rivolto a tecnici, organizzazioni, consulenti che abbiano interesse a conoscere i dettami del principio DNSH, avendo necessità di presentare o rendicontare successivamente le attività svolte che si avvalgono dei fondi messi a disposizione dal PNRR. Il corso è rivolto sia ad operatori del mondo delle imprese che della Pubblica Amministrazione ed approfondisce:

 

Ha una durata di 4 ore, al termine del quale verrà consegnato un attestato di partecipazione. Erogato in FAD con modalità webinar è tenuto da esperti specializzati, con comprovata esperienza in materia di sostenibilità.

ASACERT PER I CAM IN EDILIZIA

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali per la Pubblica Amministrazione, definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. I CAM consentono di diffondere tecnologie e prodotti sostenibili la cui domanda  produce un effetto leva sul mercato, inducendo gli operatori economici meno virtuosi a investire in innovazione e buone pratiche per rispondere alle richieste della pubblica amministrazione in tema di acquisti sostenibili.

In Italia, l’efficacia dei CAM è stata assicurata grazie alle previsioni contenute nel Codice dei contratti. L’articolo 57 comma 2 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, prevede l’obbligo di applicazione, per l’intero valore dell’importo della gara, delle “specifiche tecniche” e delle “clausole contrattuali”, contenute nei criteri ambientali minimi (CAM). Lo stesso comma prevede che si debba tener conto dei CAM anche per la definizione dei “criteri di aggiudicazione dell’appalto” di cui all’art. 108, commi 4 e 5, del Codice.

“Questo obbligo garantisce che la politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi sia incisiva non solo nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali, ma nell’obiettivo di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili, “circolari“ e nell’aumento del numero di occupati nei diversi settori delle filiere più sostenibili, oltre che rispondere all’esigenza della Pubblica Amministrazione di razionalizzare i propri consumi, ottimizzando la spesa in un’ottica di medio-lungo periodo”, si legge sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

I Criteri Minimi ambientali in Edilizia

  1. In base alla tipologia di appalto, i Criteri Ambientali Minimi in Edilizia si articolano in 3 (tre) gruppi: CAM per l’affidamento della progettazione;
  2. CAM per l’affidamento dei lavori;
  3. CAM per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori.

 

Il DM 256 del 23 giugno 2022, ha introdotto i nuovi CAM in Edilizia con l’obiettivo di trovare la soluzione progettuale più adatta a ridurre sensibilmente l’impatto ambientale delle opere pubbliche durante il loro intero ciclo di vita, seguendo il modello dell’economia circolare. Il rispetto dei CAM è un requisito indispensabile per accedere alle gare di appalto pubbliche ed è obbligatorio, sia per il progettista o gli uffici tecnici (in caso di progettazione interna alla stazione appaltante) ai fini della redazione del progetto di fattibilità tecnico-operativa e dei successivi livelli di progettazione, sia per l’operatore economico.

I servizi ASACERT per i CAM

ASACERT svolge i servizi in ambito CAM in qualità di Organismo di Ispezione e di Certificazione accreditato Accredia secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020, garantendo totale indipendenza organizzativa e massima imparzialità di giudizio, in quanto organismo classificato di terza parte (tipo A). Grazie ad un’esperienza ventennale in ambito sostenibile e nell’ottica di garantire la qualità, la sostenibilità del costruito e la rispondenza ai criteri stabiliti dal legislatore, ASACERT, è in grado di svolgere i seguenti servizi in ambito CAM:

 

A conclusione dell’iter, ASACERT emette il Rapporto Finale di ispezione, contenente un riepilogo di tutte le attività svolte, sia a livello progettuale che a livello di visite in cantiere.

NOVITÁ SUL FRONTE DI EQUITÀ, SALUTE, ECOSISTEMI E RESILIENZA.

LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design) è lo standard più diffuso al mondo per la progettazione, la costruzione e la gestione di edifici e aree territoriali ad alta prestazione in termini di sostenibilità ambientale. Nato negli Stati Uniti nel 1993 per opera dello USGBC (United States Green Building Council) e approdato in Italia nel 2009 grazie all’impegno del Green Building Council Italia, ha allineato gli standard internazionali sia al nostro sistema normativo, sia alle caratteristiche costruttive della nostra edilizia.

LEED V5 O+M

La versione 5 del programma di certificazione degli edifici green, rappresenta un’importante pietra miliare nello sforzo di allineare l’ambiente costruito agli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima per il 2030 e il 2050. Il sistema di valutazione affronta questioni cruciali come l’equità, la salute, gli ecosistemi e la resilienza. La nuova versione del sistema, lanciato alla fine del 2023, rappresenta un importante passo avanti verso un futuro a basse emissioni di carbonio ed una maggiore attenzione ad aspetti legati alla qualità della vita dei cittadini. La nuova versione ha tre obiettivi principali:

  1. Azione per il clima
  2. Qualità della vita
  3. Conservazione e ripristino ecologico

 

NOVITÁ INTRODOTTE DAL NUOVO SISTEMA LEED V5

Carbonio

 

Salute

 

Equità

 

Italia e Protocollo LEED®

Il nostro Paese si posiziona al secondo posto tra i paesi europei per edifici certificati secondo lo standard LEED®, dopo la Spagna, ma è al momento il Paese che presenta la maggior crescita percentuale, a dimostrazione della domanda sempre crescente di edifici green certificati secondo i protocolli LEED®. Altro dato significativo per il nostro Paese, indicatore dell’attenzione e della professionalizzazione degli operatori del mondo green applicato all’edilizia, è quello relativo ai LEED AP o LEED Green Associate italiani. Sono, infatti, più di 400 i professionisti italiani del settore.

ASACERT per LEED®

Con riferimento al protocollo LEED®, ivi incluse le declinazioni LEED Campus e LEED Transit, in conformità agli standard statunitensi, ASACERT è in grado di offrire i seguenti servizi: