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Business team presents ESG standards on a curved display board in a bright office environment.

ASACERT E LA NUOVA DIREZIONE EUROPEA DELLA SOSTENIBILITÀ: SEMPLIFICAZIONE PER ESRS E VSME

Il 6 maggio 2026 la Commissione Europea ha pubblicato le nuove bozze degli standard ESRS e del nuovo standard volontario VSME, aprendo ufficialmente, fino al 3 giugno, una consultazione pubblica tramite la sezione “Have Your Say.

Non si parla, quindi, di un semplice aggiornamento tecnico, ma di una vera ridefinizione del modello europeo di reporting ESG.

Le nuove bozze partono dalla base del pacchetto di semplificazione Omnibus I, che ha visto l’introduzione di una serie di modifiche alla versione originale della rendicontazione di sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dell’UE, preservando al contempo qualità delle informazioni della sostenibilità.

La nuova versione razionalizza la rendicontazione di sostenibilità dell’UE e riduce di circa l’80% il numero di aziende soggette alla corporate sustainability reporting directive (CSRD), concentrando gli obblighi di rendicontazione sulle aziende a maggior impatto.

Il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: ridurre la complessità della rendicontazione, mantenendo però alta la qualità delle informazioni di sostenibilità e confermando la doppia materialità come principio centrale del framework europeo.

LE 4 NOVITÀ PIÙ RILEVANTI

  1. ESRS semplificati: meno datapoint, più focalizzazione

Con la revisione degli standard ESRS, le PMI potranno beneficiare di una riduzione del 35% di oneri amministrativi, introducendo, infatti, una significativa semplificazione degli obblighi informativi che vede:

  • oltre il 60% in meno di datapoint obbligatori;
  • una riduzione superiore al 70% del totale dei datapoint richiesti.

Tra le principali modifiche:

  • semplificazione della doppia materialità;
  • minori informazioni descrittive;
  • maggiore flessibilità applicativa;
  • standard più sintetici e comprensibili.
  1. VSME e “Value Chain Cap”: la protezione delle PMI

Punto cruciale rimane lo standard volontario VSME destinato alle imprese con meno di 1000 dipendenti.

L’obiettivo è duplice:

  • offrire alle PMI uno schema ESG standardizzato e proporzionato;
  • limitare il trasferimento eccessivo di richieste informative lungo la catena del valore.

Il nuovo meccanismo “value chain cap” introduce un limite preciso: le aziende soggette alla CSRD non potranno richiedere ai fornitori PMI informazioni ulteriori rispetto a quelle previste dal VSME.

Consentendo:

  • alle PMI il diritto formale di rifiutare richieste eccedenti;
  • di qualificare come “non obbligatorie” le informazioni aggiuntive;
  • di ridurre il rischio che la sostenibilità si trasformi in un peso amministrativo sproporzionato per le piccole imprese.
  1. Sustainability & Finance: parlare finalmente la stessa lingua

Uno degli aspetti più innovativi della revisione riguarda gli “anticipated financial effects”.

Le aziende saranno chiamate a spiegare con maggiore chiarezza quali sono le strategie per affrontare i rischi climatici, sociali e di governance e come possono tradursi in impatti economici concreti.

Questo passaggio segna un cambio culturale importante:

  • la sostenibilità non sarà più trattata come un esercizio separato dal business;
  • team finance e sustainability dovranno lavorare in modo integrato;
  • il reporting ESG diventerà sempre più uno strumento di valutazione strategica e competitiva.
  1. Introduzione graduale e maggiore proporzionalità

La Commissione Europea ha previsto meccanismi di “introduzione graduale” per consentire alle imprese di adattarsi progressivamente ai nuovi obblighi.

L’approccio punta a costruire una “nuova equazione di proporzionalità”:

  • meno burocrazia;
  • maggiore chiarezza;
  • applicazione più graduale;
  • attenzione alla competitività delle imprese europee.

Anche la struttura del VSME riflette questa impostazione modulare, con:

  • un Basic Module dedicato alle informazioni essenziali ESG;
  • un Comprehensive Module per le aziende che vogliono fornire disclosure più avanzate.

Per le microimprese con meno di 10 dipendenti alcune dichiarazioni ambientali saranno interamente volontarie.

COSA SUCCEDE ORA

La consultazione pubblica resterà aperta fino al 3 giugno 2026, successivamente la Commissione adotterà formalmente la revisione degli ESRS e il nuovo standard volontario VSME.

I testi passeranno al Parlamento Europeo e al Consiglio UE per la procedura di non obiezione.

L’entrata in vigore è prevista per gli esercizi finanziari che iniziano dal 1° gennaio 2027, con possibilità di adozione anticipata già dal 2026.

LA VERA SFIDA INIZIA ADESSO

L’evoluzione degli standard ESRS e l’introduzione del VSME segneranno l’inizio di una nuova fase per il sistema imprenditoriale europeo.

Nei prossimi mesi si vedrà come le imprese saranno chiamate non solo ad adeguarsi ai nuovi requisiti di sostenibilità, ma soprattutto a trasformare la rendicontazione ESG in uno strumento di crescita, trasparenza e competitività.

Dall’adozione del VSME all’analisi dei rischi ESG, dalla raccolta e verifica dei dati fino alla validazione indipendente delle informazioni di sostenibilità, ASACERT | CSR Audit Solutions, è il partner strategico di revisione legale che supporta le imprese nella costruzione di modelli di governance più solidi, credibili e orientati al futuro, nella piena certezza di compliance alle nuove normative europee.

Perché la sostenibilità rappresenta sempre di più un elemento centrale per il posizionamento sul mercato e per la capacità di creare valore a lungo periodo.